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Cosa vedere a Segesta

Segesta, cosa vedere in questa splendida località

Un salto nella storia e nell’antichità è quello che stiamo per apprestarci a fare in questo articolo, alla scoperta di Segesta e di cosa vedere in questa località.

A metà strada fra le attuali Palermo e Trapani sorgeva una delle città più antiche che potete visitare in questa terra splendida che è la Sicilia. Anche se oggi è totalmente disabitata ed è divenuta una località del comune di Calatafimi Segesta, i fasti dei secoli passati venivano già citati da Tucidide che ne raccontava la fondazione da parte di profughi troiani mentre Virgilio addirittura affermava fosse stato lo stesso Enea ad aver dato vita alla città.

Quale che sia l’origine non importa, perché emozionarsi di fronte alle bellezze di Segesta è un’esperienza senza tempo, per sentire qui il peso della storia e del bello che l’umanità è stata capace di creare.

Si parta quindi in questo viaggio nella storia alla scoperta di cosa assolutamente devi vedere a Segesta!

I luoghi da vedere e visitare a Segesta

Sebbene abbandonata per secoli Segesta offre un piacevole itinerario fra le ricchezze dell’influenza greca, concentrate grosso modo nell’acropoli del Monte Barbaro, e un borghetto medioevale, nato dalle ceneri della città dopo che venne devastata dai Vandali nel V secolo.

Il tempio dorico

Il tempio dorico di Segesta è una cosa da vedere in Sicilia

Il primo monumento di cui parleremo è forse uno dei templi greci meglio conservati di tutto il mondo occidentale.

Il tempio dorico di Segesta sorge al di fuori delle mura cittadine, su una collina ad ovest della città e tutt’oggi ci si può lasciare ammaliare dalla maestosità della struttura. Gli storici sono arrivati alla conclusione che il tempio non sia mai stato completato (mancano di fatto la copertura e la cella) per via delle continue guerre e avvicendamenti nel governo della città e ritengono che dovesse sorgere su un luogo di culto precedentemente edificato.

Ma quel che a noi interessa è la nostra piccola sindrome di Stendhal quando, di fronte al tempio, lo osserviamo intensamente. Intanto pensiamo che l’intero colonnato esterno è rimasto conservato completamente e rende perfettamente armonioso il tempio stesso che si incastra con la natura che lo circonda quasi sia un elemento naturale anch’esso.

La struggente bellezza del sito, del resto, non aveva lasciato indifferente neppure quel grande romantico di Wolfgang von Goethe che nel suo Viaggio in Italia descriveva il tempio con queste delicate parole:

La posizione del tempio è sorprendente: al sommo d’una vallata larga e lunga, in vetta a un colle isolato e tuttavia circondato da dirupi, esso domina una vasta prospettiva di terre.

Segesta cosa vedere? Il tempio dorico ovviamente!

Goethe aveva ragione a rimanere estasiato di fronte al Tempio dorico di Segesta

Il teatro

Ma forse ancor più bello da lasciarvi col fiato sospeso e il crepitio nel cuore è il teatro greco della città antica di Segesta.

Costruito infatti sull’acropoli della cima del Monte Barbaro nel II secolo a.C. offre una scenografia incredibile, che ci lascia appena immaginare cosa dovesse dire assistere alle rappresentazioni avendo come sfondo l’orizzonte che si staglia sul golfo di Castellamare, fra il blu forte del mare e il verde delle colline del territorio.

Se capitate da queste parti nel periodo estivo sappiate che vengono spessissimo proposte messe in scena di opere classiche e non (un po’ come avviene in altri teatri antichi come nel grande teatro di Siracusa), potendo sfruttare questa incredibile location unica al mondo. Insomma, cercate di incastrare la vostra visita con un’occasione del genere.

Segesta cosa vedere se non il teatro Greco?

La scenografia del teatro greco| Foto di Andrea Schaffer

Altre cosa da vedere della Segesta ellenistica

Nel parco archeologico di Segesta, certamente i due fiori all’occhiello sono i monumenti appena citati. Ma non solo.

Il percorso che si snoda fra l’acropoli del Monte Barbaro prevede la possibilità di scoprire i fasti del Santuario di Contrada Mango, anch’esso come il tempio localizzato fuori le originarie mura, la necropoli ellenistica, l’antica agorà e alcune abitazioni fra cui certamente spicca per fama la cosiddetta Casa del Nevarca, celebre in particolar modo per le sue decorazioni.

Il borgo medievale

Come già detto, a partire dal V secolo d.C. circa la città ha vissuto in uno stato di quasi abbandono, ma recenti studi hanno mostrato come Segesta venne ripopolata e riedificata dagli arabi prima e dai normanni-svevi in seguito.

A seguito di queste vicende si sviluppò il borgo medioevale sulle pendici della collina, borghetto che aveva come fulcro e centro il Castello che domina la vetta del Monte Barbaro. Altri edifici importanti di questo periodo sono il villaggio musulmano in cui spicca la moschea e le mura antiche.

Come raggiungere il sito di Segesta

Il sito è una località del comune di Calatafimi Segesta, in provincia di Trapani e neppure troppo lontano da Alcamo e da Castellamare del Golfo.

Principalmente due sono i mezzi con cui poter arrivare:

  • autobus
  • auto

Se viaggiate autonomi e preferite la vostra auto, la località si trova sulla tratta della A29 che collega Palermo a Trapani, basta prendere lo svincolo autostradale di Segesta e proseguire per pochi chilometri seguendo le indicazioni.

Se invece preferite affidarvi ai mezzi pubblici non sarà per nulla complicato. Continue e frequenti sono le corriere da Trapani che collegano il sito archeologico, ma la tratta è servita anche (seppure in misura minore) dalle città di Palermo, Alcamo e Castellamare del Golfo. Per maggiori info consultate direttamente la compagnia di autobus Tarantola Bus Service.

E allora buon viaggio!

Se siete alla scoperta di questa terra stupenda e avete pianificato un viaggio itinerante della regione non lasciatevi sfuggire l’occasione di passare una giornata nel Parco Archeologico di Segesta, una perla dei fasti antichi della nostra Italia.

E se dovesse far troppo caldo rilassatevi con una granita ma non smettete mai di incuriosirvi di quel che offre il mondo.
Buon viaggio, viaggiatori di aCasaMai.it!

09/04/2018

Autore

Francesco Trocchia Il medico dice che sono affetto da Wanderlust e che l'unica cura è curiosare in giro per il mondo e scrivere-scrivere-scrivere. Il mio metodo deduttivo prevede: osservare, assaggiare, fotografare e raccontare. Se ancora non l'ho visitato, quanto meno ci ho fantasticato!