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Highlands in Scozia: tutto quello che devi sapere per metterti in viaggio!

Se stai pensando al prossimo viaggio, ma sei indeciso su dove andare, prova a leggere questi piccoli consigli sulla Scozia e capirai perché di visitare questa magica terra.

Il mio viaggio in Scozia (dove sono passata anche per le Highland Scozzesi), è iniziato con una pianificazione di parecchi mesi. Conoscevo qualcosina di questa terra, ma studiando e programmando le tappe del nostro on the road, ho scoperto molte cose nuove sul suo territorio e soprattutto sulla storia del popolo scozzese.

Un primo consiglio che mi sento di dare è che non si può visitare la Scozia senza conoscerne la storia travagliata delle lotte contro gli inglesi, fatte dai vari clan per mantenere la loro indipendenza, la loro lingua e le loro tradizioni.

La Scozia è una terra magica e meravigliosa, racchiude in sé molti paesaggi naturali diversi tra loro. Si va dalle dolci colline dei Borders ai selvaggi e solitari arcipelaghi del nord; dai fiordi rocciosi delle Highlands ai boschi ed ai laghi della zona centrale.

A questo aggiungi l’accoglienza, la semplicità e la gentilezza del popolo scozzese, la buona ma calorica cucina e le forti tradizioni scozzesi e gaeliche, tutti validi motivi per innamorarsi e desiderare di ritornare in queste terre magiche.

Non avendo molti giorni a disposizione (12 giorni compresi i giorni dei voli) ho deciso di preparare un tour per scoprire le Highlands, l’isola di Sky e la costa est, fermandomi nei posti più caratteristici della Scozia, concludendo con la scoperta della capitale Edimburgo.

In questo mio breve viaggio, ho visto paesaggi mozzafiato, villaggi pittoreschi, brughiere e valli infinite spazzate dal freddo vento del nord.

Qui di seguito potrai leggere dei piccoli e utili consigli, per un eventuale viaggio on the road in terra Scozzese. Sono tutti consigli che ho appreso dal web e durante il mio viaggio! (leggi anche altri consigli prima di partire per un viaggio in questo blog)

 

CLIMA

Il clima scozzese è un grande punto di domanda: non sai mai cosa ti aspetta durante la giornata. Ho capito che qui, non è raro trovare in un giorno tutte e quattro le stagioni.
Non essere troppo contento se la mattina ti svegli e dalla finestra del tuo beb vedi un bel sole e un bellissimo cielo blu. Nel giro di qualche ora ti troverai nel mezzo di un acquazzone o coperto da nubi grigie e minacciose.

Un proverbio scozzese recita:
“se non ti piace il tempo, aspetta 5 minuti”
L’unica certezza è il vento che non ti abbandona mai. 

Nelle Highlands abbiamo trovato cielo e nuvoloni grigi, pioggerella, nevischio acquazzoni ed una costante che non ci ha mai abbandonati: il freddo e tagliente vento del nord che soffia dall’oceano atlantico. L’unico tocco di colore, che contrastava il grigio del cielo, era dato dal giallo delle ginestre lungo le coste.
Ciò Nonostante ho amato immensamente questi posti. E, secondo me, questo clima conferisce quell’atmosfera magica, un po’ gotica, malinconica e solitaria che incarna le Highlands.
Qui mi sono sentita a casa ed in pace con me stessa, forse perché rispecchia un po’ il mio carattere ed il mio stato d’animo. O forse perché ho antenati highlander, chissá….

Sulla costa est, invece, abbiamo trovato un clima più mite. Abbiamo visto distese di campi di un intenso color verde e giallo, il sole ed un bellissimo cielo azzurro, contornato da nuvole bianche e soffici. I colori erano veramente intensi e tersi, sembrava di essere dentro ad un dipinto. 

Nel periodo in cui siamo stati noi (dal 23 maggio al 2 giugno) le temperature arrivavano al massimo ai 10 gradi.

In estate, da giugno ad agosto, bisogna fare attenzione ai midges: sciami di Piccoli moscerini molto fastidiosi che pungono tutti assieme che si trovano in zone umide e vicino ai laghi.
Non sono pericolosi, e pungono solo le aree scoperte del corpo, ma le loro punture sono molto fastidiose, per cui metti in valigia delle creme o spray repellenti. Meglio ancora sarebbe portarsi una retina per coprire il viso.
Se vai nel periodo estivo o a maggio come noi, ricorda che, essendo la Scozia abbastanza al nord, le ore di luce sono molte di più rispetto alle nostre. Noi, ad esempio, abbiamo trovato luce fino alle 23 e poi al mattino ricompariva già alle 4. Se le camere non hanno delle buone tende oscuranti è un incubo, almeno per me lo è stato. 
Quindi porta con te una mascherina da notte. Al contrario in inverno, le ore di luce sono minori. Può far buio già tra le 15 e le 16.

 

COSA METTERE IN VALIGIA

Detto questo, se decidi di andare nel periodo invernale, autunnale o inizio primavera, il mio consiglio è di preparare una valigia con un abbigliamento comodo e pratico e sul posto vestirsi a “cipolla”. Ovvero:

  • maglietta/canotta;
  • maglietta mezze maniche o lunghe;
  • felpa;
  • giacca anti pioggia e anti vento.

In pratica, come se dovessi preparare la valigia per andare sulle nostre Dolomiti, tenendo presente che le temperature sono un po’ più basse. Il vestirsi a cipolla permette di essere sempre preparati ad ogni cambiamento del tempo, visto che, come ho detto prima… è molto imprevedibile. Se poi decidi di fare delle escursioni in bici o a piedi, portati dell’equipaggiamento adatto allo scopo.
Noi viaggiamo sempre con capi comodi e pratici, anche se si viaggia solo nelle città. Non ci si preoccupare se in valigia i vestiti si stopicciano e poi, una volta a casa, son più comodi da lavare. Non capisco come molte ragazze riescano ad essere sempre ben vestite, o a girare con stivali e tacchi, specialmente in posti come la Scozia. Mistero. In confronto io sembro un sciattona, ma preferisco la comodità alla moda. Voglio sentirmi libera dagli schemi e dagli stereotipi della società e della vita di tutti i giorni.

Per capire bene cosa portare, consiglio anche di seguire da qualche giorno prima della partenza, le previsioni meteo. Specialmente controlla le temperature. Facendo così, son riuscita a preparare una valigia quasi perfetta. Un capo indispensabile, da mettere in valigia è una giacca anti-vento e anti-pioggia con cappuccio estraibile e con pail incorporato ma staccabile, così da essere adatta anche in estate.
Poi metti degli scarponcini da escursione, quelli che si usano in montagna, sono comodi per camminare e se piove molto non ti bagni i piedi. Vai via anche con le scarpe da ginnastica un po’ impermeabili. Vanno bene per camminare nelle città e quando non piove o piove poco. Noi gli scarponcini da escursione non gli avevamo, avevamo solo due paia di scarpe da ginnastica. E siamo andati bene così. Vero è però che non abbiam fatto escursioni particolari.
L’ombrello io lo metto sempre in valigia, però devo dire che non lo uso mai. Per me girare con l’ombrello è un po’ una scocciatura. Poi in Scozia col vento forte che c’è, non avrebbe vita lunga: nel giro di un nano secondo si romperebbe o rischieresti di volare via come Mary Poppins. Per cui se hai posto in valigia metti un ombrellino da borsa, altrimenti lascialo “vivere” tranquillo a casa.
In inverno, autunno e inizio primavera portati via sciarpe, cappelli e guanti di lana. Ti saranno molto utili, quasi indispensabili. E se sei molto freddoloso, aggiungi anche i leggins o le calzamaglia da mettere sotto i jeans.
Ovviamente se vai nei mesi estivi il clima sarà più mite e molte di queste cose non vi serviranno. Puoi portare solo le magliette a maniche corte e Le felpe pesanti da montagna non serviranno, bastano delle felpe normali.
Poi, non dimenticare che per caricare cellulari e macchina fotografica, ti servirà l’adattatore a tre fori per le prese inglesi. Si trovano facilmente nei negozi di elettrodomestici o nelle ferramente. In Scozia le prese elettriche sono diverse dalle nostre. Noi ne portiamo via sempre due e vanno bene per tutte le spine diverse dalle nostre. Sono “multiprese”.

 

ALLOGGI

Per quanto riguarda gli alloggi, noi li abbiamo prenotati tutti in anticipo di qualche mese. Preferiamo farlo prima per non perdere tempo, sul posto di arrivo, nella ricerca di qualche b&b libero, e quindi dedicare minor attenzione ai posti da vedere. Poi considera che durante i mesi estivi i turisti sono molti e le strutture si riempiano in fretta, con la conseguenza che se non si prenota per tempo si rischia di non trovare posto e dormire in auto, oppure bisogna accontentarsi di quello che si trova.
In inverno molti B&B sono chiusi e riaprono nei mesi turistici: a Skye anche nel periodo della nostra vacanza (fine maggio) ne ho trovati molti chiusi. Consiglio quindi di prenderti in anticipo di almeno due mesi per la loro prenotazione 
Quando viaggiamo in Gran Bretagna/Irlanda e nel nord europa, preferiamo sempre i B&B agli hotel, perché ti danno la possibilità di parlare e conoscere le persone e le usanze del posto. E a volte i proprietari ti danno consigli che le guide non danno. Infatti in Scozia abbiamo scoperto e conosciuto persone gentili e sempre molto disponibili nel dare consigli su cosa fare e vedere. 

Piccolo aneddoto al riguardo: eravamo sulla costa occidentale diretti verso il Glamis Castle. In pratica ad un certo punto non capivamo più dove dovevamo andare, causa la distrazione dovuta nell’ammirare il bellissimo paesaggio, ed il navigatore ci dava delle indicazioni strane. Così, appena trovata una piazzola di sosta ci siamo fermati per controllare la cartina. Ovviamente siamo usciti dall’auto per prendere un po’ d’aria, fare due tre foto al panorama e poi abbiamo preso la cartina. Ad un certo punto si ferma dietro di noi un furgoncino dal quale esce un signore che ci chiede se avevamo bisogno d’aiuto. Gli spieghiamo il tutto e lui ci dice “Io sto andando a Forfar, seguitemi fin li e poi vi dico come proseguire per Glamis”. Carinissimo 🙂

 

AUTO, STRADE E BENZINA

Essendo le Highlands molto isolate ed avendo pochissimi collegamenti con i bus, l’unico modo per visitarle ed essere indipendente è con l’auto. Un’alternativa all’auto, e per un on the road più avventuroso e gipsy, potrebbe essere il noleggio di un camper (… a me piacerebbe fare un viaggio con un bel camper, ma a mio marito un po’ meno). Il camper ti da la possibilità di fermarti a dormire un po’ dove vuoi, e di assaporare uno stile di vita più libero e nomade.

Se non vuoi prendere un’auto o camper a noleggio, puoi provare a visitare le Highlands con i bus postali. Ovvero dei furgoni che trasportano la posta e in questo modo viaggerai proprio accanto ad essa (prova a cercare informazioni su www.postbus.royalmail.com oppure scopri la App CityMapper). Al posto dei bus postali, puoi considerare dei tour organizzati di più giorni in bus che partono da Edimburgo e ti portano nei posti più caratteristici delle Highlands, sull’isola di Skye oppure in altre isole delle Ebridi interne.

Per la benzina, io consiglio di farla ogni volta che si trova un distributore, perché non sono molti e sono distanti tra loro e non hanno un servizio self service h24.
Le strade qui sono in buono stato ma, a volte, molto strette (Single Track Road), soprattutto sull’isola di Skye. Per noi, non è mai stato un problema. Un po’ perché non abbiamo trovato molto traffico, e un po’ perché ogni tot si trovano delle piccole piazzole di sosta (passing place) per far passare l’auto che si incontra in senso opposto. Sono molto utili anche per fermarsi per fare molte foto. Noi le abbiamo usate quasi esclusivamente a questo scopo.

Una cosa che abbiamo notato quando ci fermavamo sui passing place per far passare le altre auto, i conducenti ci facevano un gesto di saluto e ringraziamento. Ho poi scoperto che, salutare ogni volta che si incontra un’auto in senso opposto lungo le single track road e poi ringraziare quando ti fanno passare, è un gesto di buona abitudine ed educazione che gli abitanti di Skye fanno da sempre.
Per cui ricorda di fare un piccolo saluto anche tu quando incontri un’auto in senso opposto. A mio marito o a me veniva automatico farlo, perché siamo abituati anche qui da noi, pur non trovando a volte un gesto di ricambio.
Attenzione ai vari greggi di pecore che a volte attraversano la strada. Ma incontrerai molti cartelli al riguardo 😉

 

FUSO ORARIO E ORARI DI NEGOZI RISTORANTI, CASTELLI E VISITOR CENTRE…

Ricordati che in Scozia non c’è il nostro fuso orario: è 1 ora indietro rispetto all’Italia. Poi da fine Ottobre da fine marzo circa è in vigore l’ora del Greenwich Mean Time. Negli altri mesi invece c’è l’ora legale, per cui bisogna spostare avanti di 1ora le lancette dell’orologio.

Come molti paesi del nord europa, anche in Scozia, nelle Highlands e nei piccoli villaggi, i negozi e i Visitor Centre chiudono presto: circa alle 17 in inverno e alle 18 in estate. A Edimburgo, invece, possono chiudere un po’ più tardi ed alcuni supermercati sono aperti h24. Nei paesi più frequentati e nei mesi estivi molti negozi restano aperti fino a tardi ed i giovedì di tutto l’anno, nelle città più importanti, restano aperti fino a sera tarda.

Anche le visite ai castelli chiudono presto. In estate alle 18 ed in inverno alle 17. L’ultimo ingresso viene fatto o 1 ora prima della chiusura o 45 minuti prima.
Sempre nelle Highlands e nei piccoli villaggi, i ristoranti chiudono alle 21, a volte anche alle 20. Ricorda di prenotare un tavolo se capiti in un periodo di feste particolari. 

Gli orari che seguono sono questi: 

  • Pranzo: 12.00 – 14.00
  • Cena: 18.00 – 20.00/23.00

Le ultime prenotazioni si prendono 45 minuti prima della chiusura.

Nelle grandi città molti pub, ristoranti, bistrot e caffè restano aperti tutto il giorno. I pub, invece, aprono alle 11 e la domenica alle 12.30 e l’ultima ordinazione viene fatta entro le 23.00.
La domenica invece nelle Highlands si ferma tutto. Più di qualche volta siamo rimasti senza cena, o per i B&B scelti in posti isolati, ma spettacolari, o per gli orari di chiusura.
In queste occasioni, abbiamo rimediato con una tazza di té e i buonissimi shortbread (biscottini scozzesi super burrosi).
Nei B&B inglesi si trova sempre in camera un bollitore, bustine di tea, caffè solubile, biscottini e a volte anche crackers.  Sono stati un cena di salvataggio molto apprezzata. 
Poi di solito noi facciamo una colazione abbondante, un buon pranzo e, se capita, anche una buona merenda. Per cui a sera molte volte non abbiamo granché fame.

 

COSA MANGIARE IN SCOZIA

Di base, in qualsiasi posto dove andiamo, cerchiamo sempre di mangiare piatti locali e tipici. Per me un posto lo si scopre, lo si conosce e si entra nello spirito del luogo e del viaggio, anche assaggiando la cucina locale e anche se a volte i piatti tipici proposti non ci invogliano all’assaggio.

Io sono molto curiosa e mi piace assaggiare un po’ di tutto, ovunque vado. Tu?

Sicuramente non cerchiamo di mangiare pizze o altri piatti italiani, anche se mio marito un ristorante italiano in terra straniera lo vuole sempre provare.
In Scozia ci è andata bene. Ne abbiamo trovato uno a Dandee (Borgotaro) dove  abbiamo mangiato pietanze buone e davvero italiane. Ci siamo pure complimentati con lo chef, perché era tutto molto buono. Pomodoro, mozzarella e pasta cotta alla perfezione. Abbiamo pure chiesto se il cuoco fosse italiano. E sorpresona.. non lo era, Puro scozzese 😉 Forse, abbiamo pensato, che erano i proprietari…
Detto questo, noi in Scozia non abbiamo mangiato per niente male. Abbiamo comunque scelto posti dove magari si spende un pochino di più del pub, però i soldi son stati ben spesi.
Ecco un elenco dei piatti tipici che, secondo me, son da provare. Buon appetito!!!

La giornata deve sempre iniziare con una buona e sostanziosa colazione.In Scozia, cari italiani, scordatevi le colazioni dolci a base di brioches e altri dolci e caffè, specialmente soggiornando nei B&B. Ecco la versione Scozzese:

FULL SCOTTISH BREAKFAST
La colazione tipica scozzese sarà una colazione salata a base di:

  • salsicce
  • uova al tegamino, strapazzate o fritte
  • bacon
  • funghi
  • pomodori grigliati
  • fagioli in umido
  • black pudding (vedi sotto)

Ho sempre preso questa colazione, aggiungendo qualche fetta di pane tostato semplice ed altre con burro e marmellata, il tutto accompagnato dall’immancabile ed intramontabile breakfast tea. Ho evitato il black pudding… Il caffè è molto lungo ed il cappuccino è più che altro latte e caffè, a me piacciono molto lo stesso, ma se non li ami così evita di prenderli ovunque.

BLACK PUDDING
Il black pudding è un piatto bello sostanzioso. In sostanza è una specie di salsiccia preparata con:

  • avena
  • grasso di rognone
  • cipolle
  • sangue di pecora (o maiale)

Alcuni mettano anche spezie come la cannella. Lo si mangia a colazione nella FULL SCOTTISH BREAKFAST (vedi sopra). Come iniziare in leggerezza la giornata 😉
Noi lo abbiamo assaggiato proprio a colazione in un B&B. Non eravamo molto propensi a farlo di prima mattina, ma la carinissima signora del B&B ha insistito perché lo provassimo, e quando ci ha detto che lo aveva preparato per noi, pur non avendolo ordinato la sera prima, lo abbiamo mangiato. Devo dire che a me è piaciuto molto, ne avrei mangiate altre fettine. Anche mio marito è rimasto piacevolmente sorpreso, non pensava potesse piacergli.

SCOTTISH PORRIDGE
Il porridge è una pappa di avena che si mangia a colazione assieme a frutta secca, miele, panna, cereali, zucchero o quello che ti piace di più. Si prepara facendo bollire l’vena nel latte o nell’acqua con un pizzico di sale. La ricetta originale dice di mettere in ammollo l’avena in acqua per tutta la notte, in modo che si ammorbidisca. Ma se si vuole far prima, in commercio si trovano dei porridge istantanei pronti in tre minuti.
Pur trovandolo in tutta la Gran Bretagna, il porridge Ha origini scozzesi, ed è stato il cibo principale delle famiglie più povere fin dai tempi del Medioevo. Secondo la tradizione questo piatto dovrebbe essere servito in una ciotola di legno, mescolato con lo “Spurtle”, un cucchiaio di legno, e mangiato in piedi.
Dopo tanti anni che volevo assaggiare questo porridge, sono riuscita a farlo durante la colazione fatta nel B&B di Edimburgo. Ero veramente curiosa di provare questo piatto trovato un sacco di volte nei libri della mia amata JANE AUSTEN, o in altri e visto nelle serie tv in costume ambientate nella vecchia Inghilterra. Però ne sono rimasta delusa. Non che mi aspettassi chissà che, sapevo cosa fosse, però speravo meglio. È proprio una pappa di avena, ricorda un po’ il riso latte, però non sa di nulla. Forse avrei dovuto mettere più zucchero o miele, o meglio ancora un po’ di whisky 😉

SMOKED SALMON
Il salmone in Scozia si trova quasi ovunque e preparato in tutte le salse: si va dai classici filetti di salmone al vapore o al forno, serviti con verdure lesse, crude o purè, al salmone affumicato (Smoked Salmon). Consiglio di assaggiarlo, come ho fatto io, a colazione con le uova strapazzate oppure sopra una fetta di pane tostato ed imburrato con il burro salato. Buonissimo.

 

Continuiamo con i piatti tipici per il pranzo (se ci arrivi con la pancia vuota vista l’abbondante colazione) e per la cena.

 

HAGGIS WITH NEEPS AND TATTIES
Questo è un piatto tradizionale e tipico della cucina scozzese. Sono interiora di pecora (cuore, fegato e polmone) molto speziate e cotte al vapore dentro lo stomaco ovino. Viene servito con purè di rape (neeps) e purè di patate (tatties). A leggere gli ingredienti sul menù, in effetti, non è molto invitante come scelta per la cena.
Deve ammettere che non ho avuto il coraggio di assaggiare questa specialità. Un po’ me ne sono pentita. Chi lo ha mangiato assicura che è buonissimo.
Se ritorno in Scozia lo prenderò sicuramente.

SOUP OF THE DAY
La zuppa del giorno è un piatto che troverai in ogni pub e ristorante, non manca mai ed ogni giorno è diversa, può essere di pomodoro, di patate, ai fughi e altro ancora. Le più tipiche sono:

  • la Cullen Skink, a base di eglefino affumicato (smoked haddock), patate e cipolle;
  • la Leek and Tattie Soup, preparata con porri e patate.

Vengono sempre servite con pane e crostini e burro salato. Sono considerate un antipasto, ma io l’ho sempre presa come piatto principale. A volte, se non avevo molta fame, prendevo solo la zuppa. È un piatto abbondante, caldo, buono ed economico.

HOTCH-POTCH
Questo è il tipico brodo scozzese, un classico della tradizione che vuole venga preparato bollendo assieme carne di montone, manzo e pollo. Poi a piacere e a seconda delle versioni, vengono aggiunte verdure, come le carote, i porri, i cavoli, le patate… Molte volte viene servito assieme ad un po’ di orzo bollito.

ABERDEEN ANGUS STEAK
L’Agus beef è la bistecca scozzese per eccellenza. È una razza di manzo molto antica, e viene allevata nell’Angus e nell’Aberdeenshire. La caratteristica di questa carne è che è molto tenera, sembra quasi si sciolga in bocca. La si trova in ogni ristorante preparata in vari modi.

SCOTCH PIE
La Scotch Pie, chiamata anche Mutton Pie, è un tortino di pasta brisé croccante ripieno di carne di montone o di altri tipi. Viene servito con piselli, purè o salse. Ogni fornaio ha una sua ricetta speciale, ed ogni anno viene fatta una gara a livello nazionale per eleggere la Scotch Pie più buona.

ORKNEY GRIMBISTER E CROWDIE
Orkney Grimbister è un formaggio tipico scozzese dal retrogusto di limone e con diverse stagionature. Anche il Crowdie è un formaggio tipico, preparato con siero di latte un po’ inacidito e condito con sale e pepe.
Ho assaggiato entrambi in due posti diversi. La prima volta a colazione nel B&B dell’ Isola di Skye, e la seconda volta ad Edimburgo come dolce finale. Sempre accompagnati da marmellate di frutta e di cipolle. Sono deliziosi, molto!

ARBROATH SMOKIES
Gli Arbroath Smokies sono gli eglefini affumicati, dei pesci che ricordano il merluzzo.
Vengono cotti in forno con il burro.

HERRING IN OATMEAL
Ovvero le aringhe impanate con l’avena e poi fritte nel burro. Si servono con le patate novelle lesse ed è un piatto molto buono da mangiare in estate.

BANNOCK
Il Bannock è un pane alto come una focaccia e viene preparato con la farnina d’avena e poi cotto su una piastra o in padella. A volte lo si trova anche farcito con la frutta. Non ho avuto l’occasione di assaggiarlo, ma sembrerebbe buono. Del resto, quale pane non lo è?

 

Ed ora passiamo ai tipici dolci scozzesi.

 

SHORTBREAD
Gli shortbread sono i tipici biscotti di pasta frolla della tradizione scozzese di origine medioevale. Hanno una leggera nota salata, perché vengono preparati con burro salato, tipico dei paesi del nord europa. Al burro salato si aggiunge lo zucchero e la farina. Sono dolci al punto giusto grazie al burro salato, burrosi, friabili ed una volta assaggiati non potrai più farne a meno, come è successo a me.
Si trovano ovunque, dal panificio al negozio di souvenirs, dalla camera del B&B ai negozi dell’aeroporto. Sono confezionati nelle classiche scatole di latta o in sacchetti entrambi con fantasia tartan.
Vengono preparati in tre forme diverse. I più tipici sono gli SHORTBREAD FINGERS, con forma rettangolare allungata e molto spessi. Poi ci sono gli SHORTBREAD ROUNDS, con forma rotonda simili ad altri biscotti. Ed infine i PETTICOAT TAILS, ovvero un grande ed unico biscotto tondo tagliato poi in spicchi.
Sono deliziosi, una volta a casa li ho cercati nei supermercati ma non avendoli trovati, ho cercato nel web la ricetta originale e me li sono fatti. Son venuti molto bene….mi sa che me li ripreparerò, scrivendone mi è venuta voglia questi squisiti biscotti 😉

SCONES
Gli scones sono dei piccoli panini né dolci né salati e secondo la tradizione inglese. Vengono serviti durante l’ Afternoon tea (Tea del pomeriggio) farciti con clotted cream (una crema a metà strada tra il burro e la panna) e marmellata di lamponi o fragole. Gli scones hanno origini scozzesi e sembra che il nome derivi dalla famosa Stone of Scone, la Pietra del Destino, dove una volta venivano incoronati i re scozzesi. Altri invece sostengono che il nome derivi dalla parola gaelica sgonn, grande boccone.
Nel 1840, Anna la Duchessa di Bedford, ordinò che gli scones le venissero serviti durante il tea del pomeriggio e più avanti la Regina Vittoria trasformò questa usanza in un vero e prorio rito, tutt’ora in uso.
Io non gli ho assaggiati durante il tea del pomeriggio, ma durante quello di metà mattina.
Al ritorno dalla visita del Dunvegan Castle, a Skye ci siamo fermati in una pasticceria per riscaldarci e qui li ho presi, sono molto buoni. Mi ripropongo sempre di preparalri, ma non trovo mai l’occasione, ma prima o poi ci riuscirò.

CRANACHAN
Il cranachan è il dessert più tipico della Scozia. Non c’è una vera e propria ricetta per preparare questo dessert, ognuno lo fa e lo interpreta come più gli piace.
Gli ingredienti che servono sono:

  • Panna montata
  • Lamponi
  • Miele
  • Fiocchi d’avena tostati
  • Whisky

Un tempo questi ingredienti venivano lasciati sul tavolo in ciotoline separate, ed ognuno se lo componeva come voleva. Adesso invece lo si prepara alternando, in un piccolo bicchiere, strati di panna montata, whisky e miele con altri di lamponi e fiocchi di avena tostati, il tutto accompagnato con gli shortbread.

DUNDEE CAKE
La dundee cake, come suggerisce il nome, fu inventata nella città di Dundee agli inizi del 1800, anche se c’è chi sostiene che le sue origini siano ancora più vecchie. Si dice, infatti, che venne preparata la prima volta nel XVI secolo, su ordine della regina Mary Stuart, la quale non amando le ciliegie, ordinò di sostituirle con le mandorle che Ancora oggi decorano la parte superiore della torta. È una torta usata molto spesso ai matrimoni come torta nuziale e si inizia a prepararla diverse settimane prima delle nozze. La tradizione consiglia poi di mangiarla dopo una settimana dalla sua uscita dal forno.
Anche questa torta non l’ho assaggiata, non mi piacciono le mandorle, ma chi lo ha fatto dice che ricorda il gusto del nostro panettone.

 

Terminiamo con due bevande che, in Scozia, vanno per la maggiore.

 

BIRRE 
In Scozia, come nel resto della Gran Bretagna ed in Irlanda, si beve molta birra. Le birre scozzesi sono più maltate e più scure. Molte volte usando malti tostati a torba, la birra prende un retrogusto di fumo. Molto particolare ma buona.
Le birre scozzesi molto spesso non sono del tutto fermentate rispetto alle altre birre nel mondo, per questo il contenuto alcolico può essere più basso rispetto alla densità. Ancora oggi molti birrifici per valutare la gradazione alcolica delle birre, utilizzano il vecchio metodo scozzese delle monete:

  • 60-shilling (60/-)
  • 70-shilling (70/-)
  • 80-shilling (80/-)
  • 90-shilling (90/-) 

Quest’ultimo tipo di birra è conosciuta come Scotch Ale o Wee Heavy.

WHISKY
Gli scozzesi in gaelico lo chiamavano uisge beatha, acqua vite, furono poi gli inglesi a cambiarne il nome in whisky. Il whisky è il fedele compagno degli scozzesi da quasi un millennio ed è il prodotto scozzese per eccellenza. Se si pensa alla Scozia, si pensa subito ad un bicchierino di buon whisky.
Il whisky in passato veniva usato dagli scozzesi per svariate cure e problemi. Lo consideravano un ottimo alleato per combattere il freddo delle Highlands durante un viaggio, ed era pronto a rifocillare il viaggiatore al termine di esso. Non mancava mai durante gli incontri sociali e serviva per sigillare gli accordi lavorativi.
Era considerato anche:

  • un ottimo rimedio contro la febbre (altro che la moderna tachipirina)
  • un anestetico durante il parto
  • un ottimo “fortificante” prima delle cruenti battaglie, e alla fine di esse, lo si usava per disinfettare le ferite

Nelle Highlands lo si beveva tre volte al giorno:

  1. di prima mattina, come tonificante
  2. durante il pasto
  3. per interrompere la dura giornata di lavoro

Insomma era un prodotto quasi magico molto amato e molto utilizzato.
Il whisky viene ottenuto dalla distillazione e fermentazione dell’orzo e o altri cereali. Può essere maltato o no e, da tradizione, viene fatto invecchiare in botti di legno. Una volta, non avendo i moderni macchinari per la distillazione, erano necessarie tre distillazioni aggiuntive e ne usciva un prodotto molto corposo, forte, fumoso e greve ogni volta diverso e mai uguale.
Oggi basta una doppia distillazione per ottenere un ottimo risultato pronto per essere invecchiato.
Noi siamo stati alla “The Scotch Whisky Experience” di Edimburgo, sul Royal Mile. Forse un po’ turistica rispetto alle vere distillerie, ma non avendo avuto modo di visitarne una, ci siamo accontentati di questa e poi ne abbiamo approfittato per scaldarci un pochino e ripararci dalla pioggia 😉
Alla fine, nonostante fosse un’attrazione turistica il giro, seduti all’ interno di una botte di legno è stato carino. Ovviamente è terminato con una degustazione di quattro tipi di whisky. 
Il nostro whisky preferito è stato ed è tutt’ora il “Laphroaig Islay Single Malt Scotch Whisky”, ha un gusto forte ed avvolgente, con un retrogusto affumicato e con sentori torbati (i chicchi di orzo dopo la germinazione vengono asciugati a torba).

O lo si ama, o lo si odia. E noi lo abbiamo amato, Veramente molto buono.

Per concludere, come si dice in gaelico, Slàinte Mhath (alla salute)!!!

 

ps. sono una nuova autrice aCasaMai! Per qualsiasi commento o suggerimento scrivimi qui sotto!!! ⤵⤵⤵

26/04/2018

Autore

marta_inviaggio