Cammino di Santiago: Carrión de los Condes – Bercianos del Real Camino

Giorno: 14-15.09.2010
Tappa: n. 13 (2 tappe in 1)
Durata:
Percorso: 

Sveglia alle… 7? In teoria sì, in pratica molto meno. Apro gli occhi alle… 9 e ovviamente non c’era più NESSUNO. La mia tappa del Cammino di Santiago da Carrion de los Condes verso Ledigos inizia con uno shock mattutino! Tutti gli altri pellegrini erano già partiti e mi sono ritrovata da sola in camerata -.-

Beh, come se nulla fosse successo mi preparo e scendo (ormai con calma) a fare colazione. Risultato? Partenza ritardata, ma super-pronta per 23 km senza acqua per una bella tappa dichiaratamente sotto il sole, interamente in battuta di sole. 23 km belli lunghi quindi!

Sto facendo un percorso che prevede molte meno tappe rispetto agli altri pellegrini e di conseguenza percorro più chilometri al giorno in media. E quello che sta per succedere nella mia avventura di certo non aiuta: arrivata a Ledigos nel tardo pomeriggio il mio intestino mi dice che l’acqua che ho trovato sul percorso forse non è delle migliori… ed ecco che la dissenteria ha inizio! Risparmierò i dettagli sul tema, ovviamente.

Un pensiero che posso fare è che in questo tipo di viaggi a piedi (e non solo) quando credi che il peggio sia passato stai certo che così non è. Ricorda: spera sempre di stare bene sul Cammino, il resto in qualche modo arriva e la stanchezza passa anche dopo ore di camminata!

E che dire di Ledigos, ridente villaggio nel nord della Spagna? Singolare è l’aggettivo più azzeccato. È la somma di un paio di case e un bar-albergo-market all inclusive (nel senso che non c’è null’altro). Divertente è un altro aggettivo che può descriverlo. Dopo aver bevuto qualcosa al bar chiedo dove si trovi l’ostello per pellegrini et voilà: c’ero già dentro senza saperlo! Da uno strettissimo corridoio sulla destra del bancone arrivo alla reception e – sempre continuando sullo stesso corridoio – alle camere e al bagno.

Albergue Ledigos

E il supermercato? Sempre lì! Andando a sinistra del bancone eccolo lì e dopo il market c’è anche la cucina e la lavanderia… Ma non è tutto qui! Il cerchio si chiude con il ristorante collegato a tutto il resto.

Insomma, la struttura è circolare e al centro di tutte queste attrazioni/utilità per il pellegrino si trova un enorme cortile centrale… tutto gestito dalla stessa persona, il factotum di Ledigos! Incredibile ma vero.

Altra cosa strana… sono obbligata ad andare a letto entro le 22 e a svegliarmi alle 6:30 massimo per lasciare l’albergue entro le 7. Ma ci sta: devo recuperare la non levataccia degli scorsi giorni, ahimè.

 

E così alle 7 del giorno successivo sono di nuovo in marcia! Bercianos è la meta di questa giornata… un’ottima scelta. A Bercianos del Real Camino mi sono trovata molto bene, sono stata accolta benissimo, così bene che tra gli appunti di questa tappa non ho scritto niente del viaggio, ma solo dell’arrivo!

Qui si trova – in mezzo al nulla – un albergo parrocchiale molto grande che ospita pellegrini a più non posso: finiti i letti a disposizione, la gente viene accolta su materassini distesi per terra e poi va anche oltre, permettendo di passare la notte anche in altri punti “hasta cuando caben” (finché ci stanno)…nella chiesetta, in cucina, nei corridoi… ovunque!
La sua bandiera fa capire un po’ quanto questa cittadina ci tenga al Camino di Santiago:

Bandiera Bercianos Del Real Camino

È così che mi immaginavo ogni albergue, ogni chiesa, ogni struttura sul cammino: felice di ospitare fino a più, molto più, della disponibilità… a suon di Ultreya!

Inoltre questo albergo è (veramente) donativo e ti permette di dormire, cenare e poi fare colazione insieme agli altri ospiti, volontari o gestori. La gente li sente il Cammino di Santiago davvero, quella notte gli ospiti provenivano da 15 Paesi diversi (record dell’anno, dicevano)… e in più era il momento del cambio degli hospitaleros con tanto di cerimonia ufficiale! Ci siamo seduti tutti fuori dall’albergo, uno dei volontari ha acceso una candela e ognuno la riceveva prima o poi… chi la teneva in mano aveva l’onere e onore di raccontare perché stava percorrendo il Cammino di Santiago oppure perchè si trovava lì, ciascuno nella propria lingua. Ovviamente nella maggior parte dei casi non ho capito cosa gli altri dicevano, ma non serviva. Si capiva.

La cena insieme agli altri è stata a dir poco illuminante e anche la notte è passata bene, anche se dormivo nella chiesa sdraiata per terra e con una compagna di avventure dal russo così potente da far tremare i vetri… ma vabbè!

Domani si riparte per Puente Villarente, mi attendono 34 km circa per arrivare a Puente Villarente… meglio riposare!

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