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Cammino di Santiago: le Tappe dove fermarsi

Come suddividere il lungo percorso attraverso il Cammino di Santiago in tappe è subito una delle prime domande che si pone il pellegrino.

Sappiate che non esiste una risposta definitiva (come accade nella decisione di dove partire per raggiungere Santiago) ma in questo articolo potrete capire meglio quali tappe non dovreste davvero perdervi e il perché.
Queste rientrano appieno nelle informazioni per viaggiare che riteniamo fondamentali e che sappiamo essere utilissime per voi viaggiatori.

Quindi, pronti a segnare le tappe sulla mappa?

Mappa delle tappe per Santiago | Crediti: Gronze.com

Come suddividere il Cammino di Santiago in tappe

Partiamo da una considerazione: è davvero così necessario pianificare a priori le tappe del proprio Cammino? Semplicemente no!
Godersi anche parte degli imprevisti (che vi capiteranno, statene certi!) è parte della dolcezza del viaggio che vi apprestate a compiere. Per quanto vi ostinerete a tenere tutto sono controllo, ci sarà quel qualcosa che sfuggirà alla vostra pianificazione. Una deviazione, un temporale, una birra presa a metà percorso con un altro pellegrino. E poi è proprio così che nascono le avventure dietro i nostri racconti di viaggio.
Insomma godetevi l’irrefrenabile insicurezza della strada per Santiago!

Eso es el Camino!
Questo è il Cammino!

Credetemi, lo sentirete, eccome!
Detto ciò un minimo di piano è auspicabile e comunque dettato dalle necessità di tutti i pellegrini.
Vanno considerati, soprattutto:

  • tempo
  • capacità fisiche

Ma ci sono altri aspetti che dovreste tenere a mente quando abbozzerete il planning delle tappe del vostro Cammino di Santiago.
Pensiamo ad esempio:

  • interessi personali, preferite immergervi in natura o godere delle bellezze architettoniche della Spagna?
  • per motivi religiosi avete già in mente qualche deviazione verso i santuari presenti sul percorso?
  • viaggiate soli? La solitudine è una delle cose più belle, ma va considerato che in alcuni periodi e alcuni tratti dei Cammini meno frequentati potrebbero mettervi a dura prova.
  • con quale mezzo intendete arrivare a Santiago?

Una bozza di idea ve la sarete certamente fatta ma, vi ripeto, siate pronti a smentirvi e cambiare piani in corso.
Comunque, dopo aver raccolto le vostre informazioni, sappiate che esistono alcuni itinerari (sicuramente almeno sui Cammini principali) più battuti e preferiti dai pellegrini.

Quindi, in sunto, come organizzare le tappe del Cammino di Santiago?

  • online si trovano diversi pianificatori di tappe.
  • la vostra guida (perché avrete una guida vero?) sicuramente ha una mappa con un itinerario e suggerito.
  • planimetrie e tappe che vengono condivise con il pellegrino al rilascio delle credenziali.
  • app, ne esistono molte ma vi suggerisco Cammino di Santiago a cura di Carlos Mencosdi cui parlo assieme agli altri gadget da portare in Cammino.

Ma ora vediamo meglio come organizzarsi a seconda del mezzo su cui viaggerete, sui vostri piedi o sui pedali?

Tappe a piedi sul Cammino di Santiago: informazioni e consigli

A meno di particolari esigenze pianificare le tappe del Cammino di Santiago per chi viaggia a piedi è piuttosto semplice.
Nel senso, sui percorsi più trafficati avrete di solito ampia disponibilità di albergues a pochi chilometri l’uno dall’altro. Nei Cammini meno battuti sarete vincolati a seguire i percorsi consigliati per non allungare in distanze incolmabili!

Pellegrini a piedi | Foto di Staffan Andersson

Il mio consiglio è di affidarvi alle vostre sensazioni. Se ve la sentite di proseguire, andate. Quando siete stanchi fermatevi. Questo sempre se non abbiate già in mente di volervi fermare in una tappa per visitare la città in lungo e largo.
Io, ad esempio, dovetti spedire lo zaino per alcune tappe a seguito di problemi fisici, altrimenti non avrei concluso il Cammino. Questo implicava decidere a priori dove arrivare e dove andare a dormire.

Ma a parte questo (e se non siete nella calca estiva) siate liberi e vivetevi l’incertezza.

Tappe del Cammino di Santiago in bicicletta: alcuni suggerimenti

Invece, raggiungere Santiago de Compostela in bicicletta offre svantaggi e vantaggi durante il percorso.

Bicicletta dopo un’intensa pedalata in Cammino | Crediti

Sicuramente c’è la possibilità di compiere un numero maggiore di km ogni giorno dimezzando all’incirca i tempi di percorrenza rispetto a chi cammina.
Le tappe ed il percorso per chi viaggia in bici sono circa gli stessi di chi va piedi, a parte alcuni tratti in cui è consigliabile seguire le strade normali e in alcune salite particolarmente impegnative.

Tuttavia il fatto di macinare lunghezze maggiori implica che in molte città potreste non fermarvi a dormire quindi il consiglio è pianificare bene a cosa non si voglia rinunciare. Il punto non è arrivare, ma godersi il viaggio in fondo.

Comunque mi sento di dare un paio di idee su come pianificare le tappe del Cammino in bici:

  • verificare che l’ostello di arrivo accetti biciclette (praticamente tutti, ma saperlo è meglio)
  • verificare che l’albergue presenti magazzini adatti a custodire i mezzi e ciò è fondamentale.
    Non immaginate quanti pellegrini ho visto disperati per il furto bella bicicletta o di pezzi della stessa!
  • se pensate di aver bisogno di pezzi di ricambio o riparazioni, cercate di fermarvi in una città, i piccoli borghi probabilmente non avranno alcuna officina nei paraggi.

Per il resto tutti i percorsi sono accessibili in bici, tutt’al più può dipendere dalle proprie capacità fisiche ma certamente un Cammino Francese e la Routa de la Plata per caratteristiche altimetriche sono adattissime a tutti i pellegrini su due ruote.

Le principali città in cui fare tappa per un Cammino di Santiago memorabile

È possibile comunque stilare un elenco delle tappe imperdibili che incontrerete sul Cammino verso Santiago de Compostela?
Io ci provo, ecco i miei suggerimenti per i cammini principali con le migliori tappe in cui fermarsi.

Cammino Francese

Il percorso Francese garantisce un mix fra natura e arte interessantissimo e totale libertà di organizzazione.
Infatti, tranne in pochi tratti dove per 15/20 chilometri non troverete nulla (capiterà massimo in un paio di occasioni) gli albergues si presenteranno sempre ad intervalli regolari di pochissimi chilometri.
Generalmente per completare i quasi 800km potreste aver bisogno di 25-30 tappe. E proprio per la sua lunghezza viene spesso diviso e percorso in anni diversi.
Quali sono, però, le tappe irrinunciabili per arrivare a Santiago? A mio modo di vedere:

  • St-Jean-Pied-de-Port: partire dai Pirenei ha tutto il suo fascino.
  • Roncisvalle: l’importanza storica di questa tappa è troppo grande per proseguire oltre e la prima tappa è gia abbastanza faticosa di per sé.
  • Pamplona: la prima città che incontrerete e che fece innamorare Hemingway.
  • Puente la Reina: anche se vi transitate solamente non perdetevi la Chiesa del crucifijo e quella di Santiago el Mayor.
  • Burgos: la cattedrale è la prima delle maestose chiese che incontrerete e forse uno degli alburgue municipal più belli sul percorso.
  • Leon: la città che ho amato maggiormente, un gioiello ricco di monumenti, vivissima e vibrante. È tappa obbligatoria con visita alla cattedrale per ammirarne le vetrate!
  • Sahagun: se partite da St-Jean qui potete ottenere il certificato di Medio Camino.
  • Astorga.
  • Ponferrada.
  • Melide: volete davvero rinunciare al pulpo alla gallega più buono che ci sia?

La maestosa Cattedrale di Leon | Foto scattata da me

Cammino del Nord

Il brivido del nord, dei continui saliscendi e paesaggi duri a strapiombo sul mare. Chi sceglie questo percorso lo fa spesso per immergersi nella natura brulla e nello spirito antico del Camino.

Attraverso il Paìs Vasco, la Cantabria, le Asturie e infine la Galizia, per oltre 850km in una trentina di tappe a stretto contatto con l’Oceano e con la costa aspra del nord della Spagna.

Bilbao, particolare del Guggenheim | Foto di SarahTz

Detto ciò la regione basca regala gioie uniche che non consiglio a nessuno di saltare e se proprio andasse fatta una scelta non perdetevi assolutamente:

  • Irun, partite da qui, due passi (si fa per dire) in senso opposto e sarete nei paesi baschi francesi
  • San Sebastian.
  • Bilbao, città dove moderno e antico si uniscono perfettamente, dovuto allo sviluppo architettonico intorno al Guggenheim.
  • Oviedo, sì ovvio che da qui parte il primitivo ma con una piccola deviazione potreste visitare il delizioso capoluogo asturiano.

Cammino portoghese

L’organizzazione delle tappe del Cammino Portoghese è, invece, una questione del tutto personale.

Mi spiego meglio, nonostante sia il secondo Cammino per popolarità, di fatto presenta alcune carenze organizzative che però non devono esser viste in maniera negativa. In questo caso vogliono dire una moltitudine di varianti e percorsi diversi che potete di fatto scegliere.

Alcune tappe fondamentali di questo Cammino di Santiago sono:

  • Lisbona, se decidete di partire da qui affronterete un primo tratto, sino a Porto, poco segnalato e in gran parte parallelo alla strada, ma vediamo come Alessia ne descrive i primi chilometri.
  • Fatima, dove le famose frecce blu indicano la variante che porta al celebre santuario.
  • Santarem.
  • Coimbra, la più grande città universitaria del paese.
  • Porto, tappa di partenza prediletta per effettuare il Cammino Portoghese e città affascinantissima.
  • Pontevedra, una delle città simbolo di questo percorso soprattutto per la presenza della Chiesa della Madonna Pellegrina che protegge i pellegrini di passaggio.

Panoramica di Lisbona

Ruta de la Plata

Se optate per la Ruta de la Plata la suddivisione in tappe del vostro Cammino di Santiago sarà piuttosto semplice, ovvero sarà una cosa abbastanza obbligata.

Non tanto per i quasi 1000 chilometri, quanto più per le vaste distanze fra i vari centri abitati sarete obbligati a prendervi poche libertà, ma se avete scelto questo percorso sarete sicuramente più affascinata dall’esperienza romantica in totale solitudine fra i tori e gli agrumeti.

Ad ogni modo, due città sono tappe obbligate:

  • Siviglia, da qui si parte e dato l’enorme patrimonio artistico della città è un bene sfruttarlo e visitarlo.
  • Salamanca, l’università più antica di Spagna e centro culturale molto importante.

Il centro di Siviglia

Cammino Primitivo

Dopo aver testato i Camini più popolari vi verrà certamente voglia di mettervi alla prova nei percorsi più impegnativi e meno battuti. Il richiamo del Cammino Primitivo è sempre più in voga, con tutto il suo fascino bucolico e la totale serenità che vi accompagna sul percorso.

Con il suo tragitto di circa 350km sino a Compostela il Cammino Primitivo viene suddiviso in circa 13-15 tappe, partendo dalle Asturie e entrando in Galizia.
In media le tappe non sono lunghissime ma dure fisicamente per via dei continui e costanti saliscendi fra i piccoli borghi immersi nel verde che puntellano il tragitto. Le uniche città presenti sono:

  • Oviedo, il punto di partenza e capitale delle Asturie
  • Lugo, antica città romana a circa 150km da Santiago

Cammino Inglese

In questo caso è piuttosto semplice, il percorso di 130 chilometri è talmente breve che in appena 5 tappe arriverete a Santiago non uscendo mai dai confini galiziani.

Solamente due sono le città che incontrerete, entrambe tappe di partenza di questo Cammino:

  • Ferrol
  • La Coruña

Conclusione

Bene, immagino siate tutti presi dal segnare punti sulle mappe, misurare le distanze delle varie tappe e capire come meglio compensare gli sforzi. Giusto, feci anche io così.

Eppure non servì a nulla. Durante il mio Cammino avrei compiuto compiuto 30 anni e feci il massimo per passarlo in un luogo che ritenevo fosse adatto a festeggiare un momento del genere. Ciò non avvenne, anzi non trovai neppure un bar aperto per offrire un drink ai miei amici pellegrini.
Nonostante ciò, l’imprevedibilità mi regalò il più bel compleanno che possa ricordarmi.

Prendete questo articolo come spunto, come memorandum ma non dimenticate mai che il Cammino è stare sulla strada, e la strada a volte propone bivi in cui lanciarsi senza timore. Ma non dovete crederci ora, sarà il Cammino stesso ad insegnarvelo.

Come sempre, buen camino!

21/01/2018

Autore

Francesco Trocchia Il medico dice che sono affetto da Wanderlust e che l'unica cura è curiosare in giro per il mondo e scrivere-scrivere-scrivere. Il mio metodo deduttivo prevede: osservare, assaggiare, fotografare e raccontare. Se ancora non l'ho visitato, quanto meno ci ho fantasticato!