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Cosa portare sul Cammino di Santiago: consigli tecnologici

Il Cammino di Santiago è una delle esperienze più indimenticabili che si possano fare nella vita di un viaggiatore. È un viaggio lento che coinvolge la mente ma anche il corpo, e proprio per lo sforzo fisico richiesto è necessario essere pragmatici. Cosa mi servirà davvero, cosa portare sul Cammino di Santiago è ciò che dovreste chiedervi.
Non è questione da poco perché tutto quel peso lo porterete sempre con voi: quindi viaggiate leggeri, camminate con l’essenziale. Lo scopo di questa guida è proprio quello di fornire qualche consiglio su come sfruttare i gadget tecnologici per semplificare il vostro Cammino.

So che i puristi storceranno il naso e allora lasciate che faccia una piccola premessa. Io sono fermamente convinto che ognuno abbia il diritto di svolgere il Cammino di Santiago come meglio crede e secondo le proprie motivazioni, sebbene è ovvio che venga considerato generalmente un’esperienza religiosa, o quantomeno spirituale.
In questo contesto è possibile integrare la tecnologia in maniera non troppo invasiva? Secondo me sì.

Però qui entro in ballo io. Il mio Cammino si è svolto quest’anno fra aprile e maggio mentre sulle nostre pagine trovare i racconti di Alessia e del suo di Cammino. Mi piace considerarmi sì un grande viaggiatore, ma allo stesso tempo un grande amante della tecnologia, in parte per la scelta di vita di essere un nomade digitale.
Per me spostarsi e avere con me una serie di gadget tecnologici è fondamentale per viaggiare e scrivere ma in questo caso ho dovuto fare una scelta fra tutti gli strumenti a disposizione.

Lo zaino è la vostra casa, ma il peso va ottimizzato!

Quindi se siete amanti della tecnologia o avete alcune esigenze base questi consigli su cosa portare sul Cammino di Santiago vi saranno utilissimi.
Veniamo alla lista per il pellegrino tecnologico del 2017.

Gadget tecnologici: cosa portare sul Cammino di Santiago

  • iPhone / smartphone.
    Diciamocelo, ormai la maggior parte di noi oggi ha telefoni ultra avanzati che permettono di fare moltissime cose e sostituire altri dispositivi.
    Il Cammino per me è stata un’esperienza interiore intensissima ma avevo comunque delle esigenze.
    Alcune cose erano fondamentali come scrivere i miei appunti e le mie poesie, comunicare di tanto in tanto con casa e amici, scattare fotografie dei meravigliosi paesaggi attraversati, gestire la mia carta di credito secondaria che porto nei viaggi. Altre necessità erano sicuramente secondarie come fare il check settimanale delle email per vedere quanto lavoro arretrato mi stavo trascinando (!!!), conservare i biglietti elettronici dei voli di andata e ritorno e altre migliaia di cose minori.
    Se avessi dovuto intasare lo zaino di scartoffie e oggetti non ne sarei uscito vivo e ho preferito avere tutto in tasca.
  • Power Bank.
    Vero, le prese ci sono sempre (o quasi) negli albergues ma quante volte è capitato che non fossero vicine al letto o addirittura in un’ala comune dell’ostello? Ve lo dico io, capita spessissimo! E molte volte mi è comunque capitato di non trovare del tutto prese libere.
    La batteria esterna è stata fondamentale per me e per il mio compagno di viaggio e ci ha salvato in molti occasioni. Quella che uso in viaggio è una Zendure da 16750mAh, indistruttibile e che permette di ricaricare il mio telefono circa 7 volte oltre ad avere 2 prese usb per collegare 2 dispositivi alla volta.
    Se dovessi scegliere, una Power Bank è essenziale.
  • E-book reader.
    Chi non legge sul Cammino? Ecco, ci siamo capiti. Ma discutiamo in maniera pragmatica, ogni grammo in eccesso lo sentirete sulla schiena e sulle gambe, perciò valutate bene peso e dimensioni di quello che portate nello zaino.
    Il mio Kindle Paperwhite pesa sui 200g e non ho dovuto mai ricaricarlo durante i miei 31 giorni di Cammino.
    In più permette di caricarci sopra una delle guide di viaggio, permettendovi di risparmiare ulteriormente peso. O volete fare come il mio amico che dovette lasciare il suo librone a metà percorso?
  • Contapassi.
    Nulla di essenziale sia chiaro ma a volte mi è stato piuttosto utile. Non fidatevi mai né delle guide, né delle indicazioni né del foglio che vi daranno all’ufficio di registrazione di St.Jean-Pied-de-Port. Perché? Per il motivo che ognuno proporrà distanze proprie che mai e dico mai risultano veritiere e combaciano con le altre. L’unico modo per sapere quanto avete camminato e farvi un’idea reale di quanto manchi è un contapassi.
    Di alternative ne avete tantissime, dai Fitbit fino agli stessi smartwatch sino a quelli che trovate al Decathlon (che però sconsiglio). Ma veniamo alla mia scelta. Data la mia passione per la Cina conosco bene il brand Xiaomi, considerata la Apple cinese, che produce un braccialetto ipereconomico dal nome MiBand2 (circa 15-20 euro facendolo spedire da Hong Kong, se siete in Cina molto meno) che vanta un rapporto qualità-prezzo invidiabile.
    Se volete approfondire questa recensione vi sarà molto utile. Vi riassumo che la batteria dura moltissimo (ricaricato solo una volta in un mese), è preciso e monitora anche il battito cardiaco oltre che il livello del sonno. Ma poi, diciamocelo, si dorme davvero nelle camerate?
  • Multipresa usb da muro.
    Negli albergues non ci sarete solo voi e potrebbe capitarvi di dover ricaricare due dispositivi contemporaneamente ma avere una sola presa a disposizione. Per pochi grammi in più e in dimensioni ridotte (se sapete scegliere bene) questo accessorio potrà risolvere i vostri problemi, soprattutto se viaggiate magari in coppia.

App per il Cammino di Santiago

App del Cammino di Santiago | Foto di LayarSpain

Viviamo nell’epoca delle app, è innegabile. Hanno così tanto influenzato il nostro modo di svolgere le nostre attività quotidiane che neppure riusciamo a ricordare come svolgevamo le stesse qualche anno fa.
Questo è valido anche per il Cammino. Teniamo però a mente che non esiste un Cammino soltanto, ne esistono diversi. Quindi ho volutamente ignorato alcune app locali e quelle specifiche di alcune città.

Applicazioni di trasporti

  • Google Maps.
    Se il 90% dei luoghi che visiterete saranno piccoli borghi con poche centinaia di persone potrebbe a volte capitarvi di cercare qualcosa nelle poche grandi città che incontrerete. Per me fu essenziale nella ricerca dell’unica farmacia aperta di Pamplona durante la Korrika, il festival di promozione della lingua basca.
    Considerate anche l’eventualità di perdervi e non ritrovare più le tipiche frecce gialle del percorso come mi è capitato almeno un paio di volte, una dopo Logroño e una prima di raggiungere Ponferrada.
    L’importante è stare sulla strada, ma quella giusta!
  • Citymapper.
    Se Google Maps è universale, l’app che preferisco è sicuramente Citymapper di cui Alessia ci ha parlato nel suo interessantissimo articolo, tuttavia vi potrebbe essere utile solamente a Lisbona (Camino Portugués) o se partite da Madrid (Camino de Madrid) o Barcellona (Camino Catalán).

App di guide turistiche

  • Lonely Planet.
    Potete acquistare la vostra guida in formato elettronico e avere tutto a portata di mano.
  • Kindle o iBooks.
    Se decidete di acquistare una guida di un’altra casa editrice potete comunque decidere di portarla in formato ebook.
    Per inciso la guida più comune e maggiormente raccomandata almeno presso i pellegrini italiani è quella edita da Terre di Mezzo che non credo, però, esista in formato elettronico.
  • Cammino di Santiago a cura di Carlos Mencos.
    Questa è stata la mia scelta anche perché il mio compagno di viaggio possedeva la guida di Terre di Mezzo e ci serviva qualcosa di differente.
    Considerata una delle app più conosciute sui Cammini di Santiago, mi è stata spesso molto utile. Mi permetteva di avere a disposizione dati di farmacie, supermercati, banche e altre strutture nelle vicinanze e nei paesi dove intendevo fermarmi, oltre a mappe del percorso con tutte le variazioni descritte e un pratico planner di tappe. Ma soprattutto la usavo per aver indicazioni sui diversi albergues (grado di pulizia, cortesia, costi, eccetera). Direte voi che non è proprio un comportamento da pellegrino ed è possibile, ma date spiacevoli esperienze gradivo trovare un luogo pulito dove riposarmi, oltre al fatto di poter sapere se avrei trovato servizi specifici quali cucina o asciugatrice.
    Qui trovate la versione iOS e qui quella Android, ma di app sul Cammino ne esistono a centinaia.

Conclusione: ma mi serve davvero un iPhone per arrivare a Santiago?

Non nego che alcuni gadget non siano affatto fondamentali e che le esigenze personali su cosa portare sul Cammino di Santiago cambino da persona a persona. Ho visto fotografi trascinarsi apparecchiature pesantissime perché per loro era essenziale poter scattare nelle condizioni ideali.
Allo stesso modo ho visto persone non portarsi un telefono o non portarsi nulla del tutto!

Ciò che credo sia importante è che il Cammino si possa fare in modi differenti, pur rimanendo un viaggio lento che ci rimette in una condizione di semplicità e ci permette di goderci le cose a cui non prestiamo più molta attenzione.

E quindi cosa conta se io decido di fotografare le mesetas con il mio iPhone e condividerlo poi su Instagram? Mi rende meno meritevole, forse? Meno pellegrino?
La risposta è no. Primo perché senza il mio telefono non avrei mai scattato una foto del genere e poi perché la mia natura è quella di un viaggiatore geek.

La Navarra, nei pressi di Uterga | Foto scattata da me

Ma soprattutto, e se c’è una cosa che il Cammino di Santiago ci insegna, e che dovremmo imparare e capire, è che Santiago non è una cattedrale. No, è molto di più. È stare sulla strada, camminare alla ricerca perenne della felicità. Santiago è dentro di noi e nelle nostre umane diversità.

Buen camino!

PS: Ora che sai cosa portarti sul cammino… non ti starai mica domandando: Cammino di Santiago: dove partire ? 😉

26/12/2017

Autore

Francesco Trocchia Il medico dice che sono affetto da Wanderlust e che l'unica cura è curiosare in giro per il mondo e scrivere-scrivere-scrivere. Il mio metodo deduttivo prevede: osservare, assaggiare, fotografare e raccontare. Se ancora non l'ho visitato, quanto meno ci ho fantasticato!