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Il tempio di Wong Tai Sin ad Hong Kong: sulle tracce della fortuna

Foto originale di David Baron

“Il caso è il destino?” si chiede Terzani in “Un indovino mi disse”. Se vi state chiedendo che legame abbia questa citazione letteraria con il tempio di Wong Tai Sin svelo subito il mistero (almeno questo).
Questo immenso complesso è un punto di riferimento per molte comunità cinesi nel mondo e fortemente legato ad almeno 3 diverse religioni (taoista, buddista e confuciana), ma soprattutto è famoso per le varie tecniche di interpretazione del futuro che lo rendono una meta che accoglie migliaia di fedeli ogni anno.

Guarda caso il libro citato (nella nostra top 10 dei libri per viaggiatori) prende le mosse da Hong Kong nel lontano 1976.
E se fossimo tutti noi un po’ Terzani, tutti noi vagabondi? In fondo in quanto viaggiatori viviamo costantemente sulle tracce della fortuna, del nostro destino, della prossima esperienza da vivere!
Quando nel 2015 visitai il tempio non mi feci predire il futuro, non volli. Ma ora che scrivo questo articolo mi chiedo, e se come l’autore fiorentino fosse solo una scusa per viaggiare ancora e ancora e in modi alternativi? Beh, se succederà voi lettori di aCasaMai sarete i primi saperlo.

Ma intanto, scopriamo il tempio di Wong Tai Sin, che il destino lo si vive anche così.

Storia del tempio

Il santuario è dedicato a Wong Tai Sin, il nome da immortale con cui è conosciuto il monaco eremita Huang Chuping vissuto nel IV secolo nella regione dello Zhejiang.

Il culto nell’Hong Kong coloniale venne esportato molti secoli dopo quando Leung Renyan, un monaco taoista, vi portò un ritratto sacro della divinità e costruì un altare nel retro del suo negozio di erbe medicinali. La fama si accrebbe così tanto che folle di persone iniziarono a radunarsi e pregare l’immortale Wong, famoso per le capacità di guarigione. Questo sino al 1919, quando il negozio venne distrutto dalle fiamme.

Il tempio come lo conosciamo oggi, vide porre le fondamenta nel 1921 quando lo stesso Renyan costruì un nuovo altare commemorativo nella posizione attuale seguendo le indicazioni (così diceva) dello stesso Wong Tai Sin ma venne completamente aperto al pubblico solo nel 1956.

Ad oggi è tutelato come una delle strutture storiche della città e accoglie migliaia di turisti e fedeli che accorrono ad interrogare l’immortale Wong.

Lanterne cinesi nel tempio | Foto di Gonzalo Pineda Zuniga

Dove si trova e come raggiungere il complesso di Wong Tai Sin

Più che tempio sarebbe adatto parlare di complesso templare, un enorme santuario che si estende su oltre 18mila metri quadrati alle pendici del Kowloon Peak, sul versante dominato dal Lion Rock.
Ci troviamo quindi nella zona settentrionale della penisola di Kowloon, quella che viene chiamata New Kowloon e precisamente nell’area di Chuk Yuen Village.

Raggiungere il santuario è semplicissimo, servitevi della metropolitana e scendete alla fermata Wong Tai Sin sulla linea verde (Kwun Tong Line), prendete l’uscita B2 e camminate un paio di minuti.
In alternativa gli autobus 1, 2F, 3 e 11 servono la zona.

Cosa vedere nel tempio?

Lo stile è tipicamente cinese, colonnate rosso acceso sormontate da tetti dorati e da finissime decorazioni.
Alcune attrazioni degne di nota sono sicuramente:

  • La sala principale, dove domina il ritratto di Wong Tai Sin posto sull’altare
  • La sala dei tre santi dedicata a Lu Dongbin
  • Il Giardino Congxin, costruito come omaggio al Palazzo d’Estate di Pechino

Particolare del giardino | Foto di Anthony G. Reyes

Inoltre, per la gioia degli amanti del Feng Shui, molte strutture rappresentano i 5 elementi fondamentali:

  • metallo: il padiglione Flying Warbler
  • legno: la sala degli archivi
  • acqua: la fontana Yuk Yik
  • fuoco: l’altare Yue Heung
  • terra: il muro dei nove dragoni

La pratica del kau cim

Foto di Tommy Wong

Il santuario è soprattutto famoso per le pratiche di predizione del futuro che nei suoi paraggi si realizzano presso una moltitudine di stand di indovini e chiaroveggenti.
What you request is what you get (有求必應) dicono comunemente, una sorta di quello che chiedi si avvererà a condizione che il desiderio sia puro e realizzabile.

Il kau cim è la pratica in vigore nel tempio, in particolar modo durante il Capodanno Cinese quando orde di fedeli accorrono ad interrogare il destino. Si inginocchiano di fronte all’altare, accendono dei bastoncini di incenso che vengono messi in un cilindro di bambù ed agitati a mo’ di preghiera. Quando uno di questi bastoncini cade, lo si scambia con un foglietto che riporta lo stesso numero e che deve essere interpretato uno degli indovini che accerchia il santuario.

L’inconveniente è che il costo della divinazione non è piccolo, il prezzo dovrebbe partire dai 100HK$ (circa 10€) ma ho sentito in giro di costi molto, molto più elevati ed anche per questo non l’ho inserita come attività da svolgere a basso costo ad Hong Kong.
Inoltre, la maggior parte degli indovini offre un servizio di lettura delle mani e differenti metodi di predizione del futuro.

Foto di Andrew Moore

Hey Wong, che ne sarà di questo futuro?

Il tempio di Wong Tai Sin è di una bellezza disarmante, rilassante e fascinosa.
Passeggiate fra i ponticelli del giardino sormontati dai grattacieli di questa città vorticosa. Questa è, anche, Hong Kong. La tradizione cinese pura immersa nella modernità esasperata, se questo è quello che cercate dovete per forza visitarlo.

E il futuro, vi chiederete? Io non lo so, sul serio. Io sono un viaggiatore: il mio futuro lo sto già vivendo.

18/12/2017

Autore

Francesco Trocchia Il medico dice che sono affetto da Wanderlust e che l'unica cura è curiosare in giro per il mondo e scrivere-scrivere-scrivere. Il mio metodo deduttivo prevede: osservare, assaggiare, fotografare e raccontare. Se ancora non l'ho visitato, quanto meno ci ho fantasticato!