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Il Ponte Carlo di Praga: fascino e mistero sul fiume Moldava

Il Ponte Carlo di Praga

Il Karlův Most, meglio conosciuto come Ponte Carlo è certamente uno dei simboli di Praga con il suo fascino misterioso e la sua bellezza mozzafiato che si staglia fra la Città Vecchia sopra il fiume Moldava.

Con i suoi circa 500 metri di lunghezza unisce la Città Vecchia (Stare Mesto in ceco) con il quartiere Mala Strana dall’altro lato del fiume.
Passeggiarvi sopra è un’esperienza di rara bellezza se con calma osserverete i dettagli delle 30 statue che accompagnano la promenade su ambo i lati del ponte, se vi fermerete poi ad incastrare le diverse prospettive sulla città dalle 3 differenti torri che proteggono le estremità del ponte, se infine avrete il coraggio di lasciarvi stupire dalle miriadi di combinazioni di luci e colori che si riflettono sulla superficie del fiume.

Ve l’ho detto, ci vuole coraggio… a non farsi scioccare dal Ponte Carlo di Praga, oltre la sua singolare bellezza, oltre il mistero e le leggende.

Il Ponte Carlo di Praga di giorno

Il Ponte Carlo di Praga con la torre che dà sulla Città Vecchia

La storia del ponte

I lavori di costruzione iniziarono nel 1357 per finire nel 1402 per ordine dell’imperatore del Sacro Romano Impero Carlo IV, da cui il ponte prese il celebre nome solamente molti secoli più tardi, nel 1870.

A livello architettonico la struttura si sposa perfettamente col contesto della città, anche perché il lavoro di progettazione fu commissionato allo stesso architetto che aveva curato il progetto della Cattedrale di San Vito e del Castello di Praga, il tedesco Peter Parler.

Tuttavia, inizialmente, il ponte doveva apparire molto più spoglio e semplice rispetto a quello che possiamo ammirare oggi. Infatti fu ideato come un semplice passaggio in pietra, per questo noto per decenni solamente come Ponte di Pietra, o Kamenný most in lingua ceca.
Solamente in seguito, nel corso dei secoli, il progetto si completò delle 3 torri di guardia ai due lati del ponte e si abbellì delle celebri 30 statue ai suoi lati.

Le 30 statue sul ponte Carlo

Senza le celebri statue difficilmente riusciremmo a sentire la stessa emozione camminando sul Ponte Carlo. Eppure pensare che fino a pochi secoli fa non erano neppure presenti!

Le statue sul Ponte Carlo di Praga

Le statue sul Ponte Carlo al tramonto

Fu per il volere dei Gesuiti che a fra il 1700 e il 1800 vennero poste 30 statue in stile barocco che omaggiassero i santi e che oggi accompagnano coloro che attraversano il ponte sui lati della struttura.
A dire il vero oggi si tratta solamente di copie perfette perché le statue originali sono difatti esposte al Lapidario, il Museo Nazionale cittadino.

Sul lato sinistro dirigendovi verso Mala Strana potete ammirare le statue in questo ordine:

  • Sant’Ivo
  • Santa Barbara, Santa Margherita e Santa Elisabetta
  • La Pietà
  • San Giuseppe con Gesù
  • San Francesco Saverio
  • San Cristoforo
  • San Francesco Borgia
  • Santa Ludmilla con il piccolo Venceslao
  • San Francesco Serafino
  • San Vincenzo Ferreri e San Procopio
  • Bruncvík
  • San Nicola da Tolentino
  • Santa Lutgarda o il Sogno di Santa Lutgarda
  • San Adalberto
  • San Giovanni da Matha, San Felice da Valois e Ivan
  • San Venceslao

Invece sul lato opposto del ponte, sempre con la Città Vecchia alle spalle, incontrerete questi gruppi di statue:

  • La Madonna e San Bernardo
  • La Madonna, San Domenico e San Tommaso d’Aquino
  • Il Calvario, la Santa Croce
  • Sant’Anna
  • Santi Cirillo e Metodio
  • San Giovanni Battista
  • San Norberto, San Venceslao a San Sigismondo
  • San Giovanni Nepomuceno
  • Sant’Antonio da Padova
  • San Giuda Taddeo
  • Sant’Agostino
  • San Gaetano
  • San Filippo Benizi
  • San Vito
  • San Cosma e San Damiano con Cristo Salvatore

Le tre torri a lato del ponte

A protezione del ponte, alle due estremità, sono erette 3 torri di guardia che avevano appunto lo scopo di proteggere il passaggio e all’occorrenza servire anche da prigione temporanea.

Troviamo rivolta verso la Città Vecchia una torre costruita dalla stessa bottega di Parler quando Carlo IV era ancora in vita.
Invece le due torri sul versante della Città Piccola risalgono ad epoche successive anche se la minore fu soltanto ricostruita in quanto ne esisteva una già prima dell’edificazione del ponte stesso. Queste due torri sono inoltre collegate da una porta, edificata nel XV secolo, che prepara l’ingresso a Mala Strana.

Le torri del Ponte Carlo di Praga

Le due torri collegate dalla porta sul versante della Città Piccola

Le leggende intorno al Ponte Carlo di Praga

Che il mistero e il fascino oscuro ne siano una peculiarità che lo rendono celebre, nessuno lo mette in dubbio.
Ma la storia ufficiale del Ponte Carlo, per quanto interessante, è resa ancor più affascinante dalle leggende che ne amplificano la fama, alcune legate alla sua costruzione e altre all’architettura che lo contraddistingue.

  1. La prima leggenda riguarda direttamente il momento di costruzione del Ponte Carlo. L’imperatore infatti si consultò con numerosi astrologi che suggerirono di posare la prima pietra alle 5 e 31 del mattino del 9 luglio 1357.
    L’inizio dei lavori avrebbe infatti creato una combinazione numerica bifronte 1-3-4-7-9-7-5-3-1, con il culmine nel nove al centro della sequenza. Questo, a loro parere, rappresentava un numero fortunato che avrebbe permesso al ponte di resistere alle intemperie del fiume Moldava.
  2. La seconda storia si lega ai materiali di costruzione della struttura. Si narra che Carlo IV richiese al regno di donare migliaia uova da mischiare ai materiali con la convinzione di rendere il ponte più solido e resistente alle frequenti piene del Moldava.
    In realtà diverse analisi di laboratorio hanno dimostrato come in questa leggenda ci sia un fondamento storico, dopo che sono state rintracciate tracce di tuorli nella malta del ponte.
  3. La terza e ultima leggenda è forse la più affascinante. Si era soliti dire che di notte, dopo che i turisti e i gli artisti che affollano il ponte sono andati a dormire le statue prendono vita. Questo è almeno ciò che si ama raccontare, ma in fondo è bello sognare, no?
Le leggende del Ponte Carlo di Praga

Il Ponte Carlo, così fascinoso e misterioso.

Dove si trova e come raggiungere il Ponte Carlo a Praga

Come arrivare e raggiungere il ponte?
Personalmente adoro camminare, cosa che mi permette di scoprire i lati meno turistici e più isolati delle città che attraverso.
Nel caso del Ponte Carlo è anche piuttosto semplice data la posizione centrale e nel pieno dell’area di solito frequentata dai turisti. Insomma sarebbe davvero difficile per voi non capitarci anche per sbaglio, in fondo basterebbe allontanarsi 5 minuti a piedi dalla Piazza della Città Vecchia dove si erge l’Orologio Astronomico.

Ma se preferite avvalervi degli efficienti mezzi pubblici della città raggiungere ed arrivare al Ponte Carlo è molto semplice. Il ponte è infatti raggiungibile sia via metropolitana che con il tram.

  • Metropolitana: linea A, fermata Staromestska.
  • Tram: linee 2-17-18, fermata Staromestska.

Conclusione: visitatelo più volte!

Vi invito a non usare il ponte come un semplice collegamento fra due zone di Praga, prendetela con calma. Passeggiate lentamente, osservate le statue, le sensazioni che vi provocano, osservate i battelli sul fiume, le luci che si riflettono sull’acqua, la Cattedrale di San Vito che dall’alto vi osserva.

Passate in rassegna gli artisti che espongono le proprie creazioni, gustatevi quei 500 metri in maniera intensa.

Ma soprattutto fatelo più e più volte! Provate solo ad immaginare le combinazioni di colori che si verrebbero a creare nei diversi momenti della giornata.
Attraversate il ponte alla luce tenue del mattino, nella calca del giorno, fatevi inebriare dal tramonto e dai suoi colori fra le statue e soprattutto vivetevi il ponte nella notte profonda di Praga.

Volete davvero carpire l’anima della città? Allora sappiate che il Ponte Carlo è l’essenza di Praga, a voi sfiorarne il mistero!

22/02/2018

Autore

Francesco Trocchia Il medico dice che sono affetto da Wanderlust e che l'unica cura è curiosare in giro per il mondo e scrivere-scrivere-scrivere. Il mio metodo deduttivo prevede: osservare, assaggiare, fotografare e raccontare. Se ancora non l'ho visitato, quanto meno ci ho fantasticato!